La muzica qu’i vìnt dal ròchess

LA MUSICA CHE VIENE DALLE ROCCE 

Attraverso testi, immagini e suoni si racconta la figura di un uomo, il maestro Quintino Castagneri, che da pioniere alla fine degli anni Sessanta si autoregistra per documentare la musica tradizionale del proprio paese, Balme, alte Valli di Lanzo (TO), per lasciare traccia di un mondo sonoro che andava scomparendo. Un soggetto e una storia che come in un romanzo potrebbero vivere e appartenere a qualsiasi luogo attraversato dall’inesorabile passaggio del tempo. Un racconto sonoro che è anche riflessione sulla tecnologia e sulla solitudine.

 

“Sono arrivato in un giorno di vento e ho sentito una musica provenire dalle rocce.

Un vento colorato dalle foglie che lasciano il proprio albero per trasformarsi in qualcos’altro e l’autunno a breve si sarebbe trasformato in un lungo bianco inverno.

Non so se anche questo sia un romanzo, ma io vivo nei romanzi.

Essere attraversato dal vento al suono delle foglie che volano altrove è un po’ come attraversare infiniti personaggi reali e immaginari al contempo. Personaggi con una propria voce, nati dal pensiero di altri personaggi, letti e riletti dalla voce del pensiero di chi si immerge in un romanzo.

Storie, racconti, esistenze che testimoniano tutte, a loro modo, un segno, una traccia della vita nelle sue moltitudini forme.

Sono stato cent’anni a Macondo, un paese lontano di Oltreoceano e a lungo isolato, ho condiviso cent’anni di solitudine di una stirpe e ho visto quel paese e quella gente svanire dentro un grande vento…”

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